domenica 27 marzo 2016

La guerra delle campane


Adesso parliamo di guerra, piccoli. 
Si, ma di Guerra delle Campane.

C’era una volta una guerra, una grande e terribile guerra, che faceva morire molti soldati da una parte e dall’altra. Noi stavamo di qua e i nostri nemici stavano di là, e ci sparavano addosso giorno e notte, ma la guerra era tanto lunga che a un certo punto ci venne a mancare il bronzo per i cannoni, non avevamo più ferro per le baionette, eccetera.
Il nostro comandante, lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone, ordinò di tirar giù tutte le campane dai campanili e di fonderle tutte insieme per fabbricare un grossissimo cannone: uno solo, ma grosso abbastanza da vincere tutta la guerra con un sol colpo.
A sollevare quel cannone ci vollero centomila grù; per trasportarlo al fronte ci vollero novantasette treni. Lo Stragenerale si fregava le mani per la contentezza e diceva: “Quando il mio cannone sparerà i nemici scapperanno fin sulla luna”.
Ecco il gran momento. Il cannonissimo era puntato sui nemici. Noi ci eravamo riempiti le orecchie di ovatta, perchè il frastuono poteva romperci i timpani e la tromba di Eustachio.
Lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone ordinò: “Fuoco!”
Un artigliere premette un pulsante. E d’improvviso, da un capo all’altro del fronte, si udì un gigantesco scampanio: Din! Don! Dan!
Noi ci levammo l’ovatta dalle orecchie per sentir meglio.
“Din! Don! Dan!, tuonava il cannonissimo. E centomila echi ripetevano per monti e per valli:
“Din! Don! Dan!
“Fuoco!” gridò lo Stragenerale per la seconda volta: “Fuoco, perbacco!”
L’artigliere premette nuovamente il pulsante e di nuovo un festoso concerto di campane si diffuse di trincea in tricea. Pareva che suonassero insieme tutte le campane della nostro patria. Lo Stragenerale si strappava i capelli per la rabbia e continuò a strapparseli fin che gliene rimase uno solo.
Poi ci fu un momento di silenzio. Ed ecco che dall’altra parte del fronte, come per un segnale, rispose un allegro, assordante: Din! Don! Dan!
Perchè dovete sapere che anche il comandate dei nemici, il Mortesciallo Von Bombonen Sparonen Pestrafrakasson, aveva avuto l’idea di fabbricare un connonissimo con le campane del suo paese!
Din! Dan! Tuonava adesso il nostro cannone.
Don! Rispondeva quello dei nemici. E i soldati dei due eserciti balzavano dalle trincee, si correvano incontro, ballavano e gridavano: “Le campane, le campane! E’ festa! E’ scoppiata la pace!”
Lo Stragenerale e il Mortesciallo salirono sulle loro automobili e corsero lontano, e consumarono tutta la benzina, ma il suono delle campane li inseguiva ancora.

Buona Pasqua, piccoli
La nonna

sabato 26 marzo 2016

Cinque papere per voi

Buonasera bambini, 
stasera abbiamo un amico nuovo, Dobbiamo fargli "vedere le papere" perchè i suoi nonni sono impegnati in questi giorni. 
Voi ci siete ad accogliere un nuovo amico? 
Bene, amico nuovo, qui ci sono le paperelle preferite da Cheche e Gilda. 
E da stasera, sono sicura, anche le tue


La nonna

martedì 22 marzo 2016

Vorrei essere una tartaruga

Piccolini, 
oggi mentre bambini piccoli come voi, mamme papà, nonni, zii e zie si recavano a scuola, al lavoro, a passeggio, a fare la spesa o forse solo a comprare un libro o un dolcino, hanno incontrato sulla loro strada delle persone cattive, che hanno pensato di farsi esplodere trasformandosi essi stessi in bombe, per uccidere tutti coloro che erano intorno. 
Questo non è bene, Non è giusto ed è incomprensibile e difficile da spiegare. 

Noi dobbiamo lavorare per la pace, insegnare l'amore. 
Io vorrei essere una tartaruga per offrirvi la casetta in cui trovare rifugio. 
Però sono ottimista. Ce la faremo.
Buonanotte, cuccioli.

La nonna



domenica 20 marzo 2016

Oggi è il primo giorno di primavera


Qualche volta le nostre certezze vengono meno. E così, cari nipotini, scopro che il primo giorno di primavera per quest'anno ha inizio il 20 marzo, alle 5:30. Mi dicono anche che è l'inizio più precoce dal 1896 perché questo è  un anno bisestile. L'ho letto su Focus, una rivista di scienze. La primavera è la stagione vostra. Nonna è in autunno (o forse in inverno questo non possiamo deciderlo noi). 
Tutte le stagioni hanno il loro fascino, ma la primavera un po' di più: i colori sono prima tenui, poi forti, esplodono e ha un'esuberanza che mai ti aspetti. 
Cosa è l'esuberanza? Per dirla con Cheche la testata che ti arriva come gesto di affetto o, per identificare Gilda, l'urlo di gioia.
Per spiegarlo con le immagini niente è meglio di questo video:


Buona giornata cuccioli.
La nonna

giovedì 17 marzo 2016

Scoperte

"Posso guardare un videooooo con la nonnaaaa" (Gilda) 
"Nonnnnaaaaa, Cheche" (Michele) 

Non conoscevo Miyazaki, nè il vicino Totoro. Mi sono seduta a debita distanza dal monitor con voi due sulle ginocchia e abbiamo rivisto Totoro.
Quanto sono tenere e complesse le tue spiegazioni Gilda e tu, Michele, che ti sforzi dall'alto dei tuoi quasi due anni di ripetere Totoro, Totoro... mi commuovi. 
Il Gattobus, la Nonnina, Kanta Ogaki e poi Satsuki e Mei. 
Sono tutti qui per voi. Stasera le immagini scorrono e io vi penso. Ora sarete pronti per la nanna, le favole, il lettone. 
Buona notte cuccioli  




«Non è uno spirito: è semplicemente un animale. Credo viva sulle ghiande. Presumibilmente è il custode della foresta, ma è solo un'idea raffazzonata, una vaga approssimazione»
Hayao Miyazaki

mercoledì 16 marzo 2016

Da stasera si ricomincia... piccoli

Da stasera si ricomincia ... piccoli.
Perchè adesso siete due, bellissimi e io devo parlare con voi. Raccontarvi le storie più belle, indimenticabili.
Ho tante cose in mente. Tanti pensieri e il desiderio di fissare i nostri momenti.

Si, si ricomincia

La nonna

sabato 1 ottobre 2011

Il cacciatore di tesori

Appollaiata su uno scoglio osservavo un uomo che imbrigliava il vento, che sapeva governare gli istinti della natura.
Ero lì a fare i conti con i refoli di borino che ingrigivano la superficie del mare profondo della Baia di Sistiana.

Occhi scuri e capelli nerissimi, una camicia bianca che si gonfiava d’orgoglio sotto i colpi del vento mentre guardavo lontano, dietro all’ orizzonte per cercare ancora cielo.
Gli chiesi perché mai tracciasse a mano libera … e lui mi rispose che la vela si fa con la testa e l’esperienza.
Con il gesto di chi vuole beffarsi delle “moderne” regole matematiche mi spiegò che il punto più critico della costruzione di una vela è nella tracciatura, nel creare un disegno che deve essere perfetto per quel, e solo quel tipo, di imbarcazione, perché sia proporzionale alle misure dello scafo e delle alberature.
Come la vita. Come la propria storia che può avere il vento amico, come fa l’uomo che comanda e calca il legno della tolda della sua nave vita.
Fu così che decisi di diventare cacciatore di tesori, perché molti hanno una grande conoscenza delle zone di un mondo vecchio con un “impiego fisso” ma pochi si avventurano all’ esterno. Questi ultimi sono pronti ad affrontare i rischi, le bestie feroci, le bande di mutanti, gli altri cacciatori che li snobbano e sanno di dover correre il rischio di non essere pagati per l’ultimo lavoro…

venerdì 30 settembre 2011

Quando sei a un bivio, prendi la strada che va in su




Piccola, 
abbiamo "chiacchierato" qualche giorno fa. Tu dall'alto dei tuoi quasi quattro mesi e io dal basso dei miei tanti anni. Però ci siamo intese. Prova ne è il filmato che guardo e riguardo. Quello, per intenderci, fatto con la mia vecchia digitale. Due minuti di te e di me. Con la mia voce in sottofondo e i tuoi trilli e gorgheggi in primo piano.
Sei cresciuta, stai benissimo e la tua mamma è una splendida mamma. Non oso dire che mi somiglia nel modo di approcciarsi con te. In realtà fa tutto ciò che, per istinto, le mamme fanno da secoli. E questo va bene. E' un rito antico, meraviglioso.
Sei l'unica con la quale, al momento, posso parlare di "massimi sistemi" senza essere interrotta o contestata. 

lunedì 12 settembre 2011

Quando il bambino era bambino


Ognuno conosce la dimensione della propria solitudine
Ce la portiamo dentro tutta la vita, come l'amore che abbiamo dato, perfetta espressione di noi stessi.
Ogni anziano ha un passato stratificato e conserva  una cicatrice di esso.
Però ogni anziano sa di cosa ha bisogno, per colmare ogni crepa della sua essenza



«Quando il bambino era bambino, 
se ne andava a braccia appese. 
Voleva che il ruscello fosse un fiume, 
il fiume un torrente, 
e questa pozza il mare. 
Quando il bambino era bambino, 
non sapeva d’essere un bambino. 
Per lui tutto aveva un’anima, 
e tutte le anime erano tutt’uno. 
Quando il bambino era bambino, 
su niente aveva un’opinione. 
Non aveva abitudini. 
Sedeva spesso a gambe incrociate, 
e di colpo sgusciava via. 
Aveva un vortice tra i capelli, 
e non faceva facce da fotografo. 

domenica 11 settembre 2011

La serenata dei bambini agli eroi dell'11 settembre



Io non sono nessuno per poter stabilire quale sia la verità,
 posso solo augurare ai responsabili di sprofondare tutti all'inferno, 
al più presto possibile. 
(Silvia Tessitore - Eleven in September) 

sabato 10 settembre 2011

Da Ground Zero a Santiago


Ciao piccolina, 
tra qualche anno, sono sicura, ti parlerò dell'11 settembre. 
E' una data tragica, indimenticabile. Ti racconteranno del più grande attacco terroristico di tutti i tempi, che ha cambiato il destino del mondo. 
Ti parleranno dei bambini che hanno perso i loro genitori in quel terribile giorno. Ti diranno di come i papà, le mamme, le nonne, i nonni hanno pregato in quel momento e affidato al loro Dio,  chiunque Egli fosse, la propria famiglia. 
Di quanti hanno inviato il loro ultimo sms con le parole "Ti voglio bene".


E' la storia di Ground Zero. 
Ma c'è un altro 11 settembre di cui vorrei parlarti. 
E' questo : 

Quel giorno la tua nonna era con un amico speciale. Si parlava di libertà, di sogni, di futuro. Si discuteva animatamente di "politica" ,come si può discutere a 18 anni.
Ci fu il gelo alla notizia. Allora non era tutto così veloce: c'era la radio. E una vecchia Fiat500.
Quel giorno, era l'11 settembre 1973, il destino di un popolo cambiò. 
E anche i sogni della tua nonna. 


Continueremo per te, piccola, e per tutti i bambini, a sperare in un mondo migliore.




«Mucho más temprano que tarde, 
se abrirán las grandes alamedas, 
por donde pase el hombre libre para construir una sociedad mejor»
 (Salvador Allende, Presidente de Chile, 1973)

mercoledì 7 settembre 2011

Piccola fragola




RITORNAR BAMBINI
Kahlil Gibran 
Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

martedì 6 settembre 2011

Se questo è un mondo



Dieci anni.
Trasformata in "baby donna" da copertina sull'edizione francese di Vogue.
Il mondo della moda sfrutta anche le bambine .

(da un servizio del TG3) 

lunedì 5 settembre 2011

Lo sciopero generale spiegato ai bambini

Cara nipotina, 
non è molto semplice spiegare a un bambino che cosa è uno sciopero. Si dovrebbe partire da che cosa è in realtà "il lavoro". 
Avrò modo di raccontartelo, la tua manina stretta nella mia, di dirti come sia terribile la vita di tanti bambini che lavorano, in altre parti del mondo, in condizioni talmente inumane da essere impensabili. 
Ma anche qui, sai, il lavoro sta diventando inumano. 
Ti spiegherò di come la precarietà, concetto difficile eppure entrato nel linguaggio di tutti i giorni, cambia la vita delle famiglie e dei bambini. Di come incide sul diritto alla normalità di una coppia e di come non faccia "nascere" tante piccole pesti.
La tua mamma ha scelto te. Non le hanno rinnovato il contratto perchè era incinta. Come a tante donne che sono invece costrette a rinunciare a piedi piccoli e vite immense per non perdere il lavoro.

La tua nonna oggi è in sciopero. Lei può dichiararsi in sciopero perchè fortunatamente ha un lavoro. 
Scenderà in piazza per te e per tutte le donne e le famiglie che, invece, un lavoro l'hanno perso. 
Ecco dietro a chi sciopera c'è sempre qualcuno che lavora, a volte anche con sofferenza. 
I bambini no, tesoro. I bambini aspettano che qualcuno lo faccia per loro. 


Io ci provo. Per te e soprattutto per loro.


La tua  nonna.



lunedì 29 agosto 2011

Amicizia

Ci sono persone che ti entrano nel cuore. Solo per aver incrociato il loro sguardo.
E le senti improvvisamente amiche o forse anche figlie.
E senti che puoi raccoglierle in un abbraccio 
e cullarle, come fa la tua mamma con te
e prima ancora tante altre mamme.
Un gesto che non ha tempo e insieme alla ninna nanna
reciti:

Se hai un sogno tu lo devi proteggere.
Quando le persone non sanno fare qualcosa
lo dicono a te che non la sai fare.
Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.
Punto.



(Dal Film “La ricerca della felicità”)

Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita 
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, 
però posso ascoltarli e dividerli con te 
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano 
perché ti sostenga e non cadi 
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu...
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi vuoi come amica non sono gran cosa, 
però sono tutto quello che posso essere

(J.L.Borges)

Cara mafia io ti sfido


E allora, nipotina adorata, oggi ti racconterò di un'altra persona straordinaria che ha tenuto la schiena dritta.

Si chiamava Libero. Libero Grassi.

Vent'anni fa - il 29 agosto del 1991 - fu assassinato per essersi rifiutato di pagare il pizzo e aver reso pubblica la sua storia .


"Caro estorsore -cominciava così la sua lettera - Volevo avvertire il nostro ignoto estorsore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al 'Geometra Anzalone' e diremo no a tutti quelli come lui".

Ma, come tutti gli uomini che hanno sfidato nella loro normalità gli estorsori, non è morto invano.


Se oggi sono qui a raccontarti di lui è perchè il suo esempio è fondamentale.

Oggi, dopo venti anni, i ragazzi del comitato «Addiopizzo junior», hanno deciso di scrivere un'altra lettera.

La troviamo qui:

Caro estorsore, Sono passati vent' anni da quando hai assassinato Libero Grassi, l' uomo che per primo decise, proprio come diceva il suo nome, di vivere libero e senza catene. Ricorderai certo quando con decisione, dalle pagine del Giornale di Sicilia e del Corriere della Sera , ti rispose che non avresti mai avuto alcun contributo dalla sua attività commerciale, frutto di lavoro e fatica. Proprio come fece lui, noi ragazzi del comitato «Addiopizzo junior», oggi abbiamo deciso di scriverti questa lettera, dimostrandoti l' impegno della nostra lotta per la legalità e la voglia di vivere un futuro migliore senza che nessuno si permetta di dirci cosa dovremmo fare o, se commercianti, chi dovremmo illegalmente pagare. 
Non farti grande, non sentirti importante, il coraggio di parlarti come vedi non ci manca. E' vero, qualche volta sembri avere vinto ma con la tua violenza, pur facendoci del male, ci hai comunque resi più forti, decisi e sicuri. Sappi che ormai siamo in molti a combatterti e, male per te, ci sono anche i bambini, perché oggi si deve «sapere» fin da piccoli e i piccoli capiscono meglio dei grandi... se hai dei figli, e li avrai, te ne sarai reso conto. Inoltre i bambini hanno alle spalle le famiglie e le coinvolgono. Insomma caro estorsore, hai fatto male i tuoi calcoli perché Libero si è moltiplicato non sai quanto e le sue parole adesso le pronunciamo noi anzi le gridiamo, ma con i fatti! Ripensaci che è meglio, magari guardando negli occhi i tuoi figli e pensando al loro bene. Non farli crescere come te, non lo meritano. Stretti attorno alla nostra carissima nonna Pina, che non ha mai smesso di portare avanti il messaggio del suo amato Libero, ti salutiamo da «LIBERI» oggi e sempre."

Addiopizzo Junior (e le sue mascotte con famiglie, parenti, amici e tanti, tanti altri)




domenica 28 agosto 2011

I have a dream

Esplorò la sua anima con un telescopio
e tutto quanto vi appariva
irregolare egli vide e dimostrò
essere splendore di costellazioni.
E aggiunse mondi e mondi
nascosti alla coscienza.
(Coleridge)






Cara nipotina, 
torneremo a parlare di amicizia ma oggi, a te che vorrei insegnare a stare "con la schiena dritta" racconterò di un uomo straordinario. Si chiamava Martin Luther King e il 28 agosto 1963 marciò, insieme a migliaia e migliaia di persone, nere e bianche, per chiedere un mondo migliore, dove in nome della pace e dell'uguaglianza si potesse camminare insieme.  
Io ero ancora molto piccola, però ricordo che seguii affascinata questa folla immensa, che non provocò un solo incidente. 
Fu il giorno del famoso discorso del "sogno". 
Anche questa è una parola che tornerà spesso nei nostri colloqui: se un gran numero di persone sogna la stessa cosa (mi piace sognarlo) la realtà si conformerà al sogno. Cioè  il sogno diventerà realtà. Così si scommetterà sul futuro, quello che desideriamo. Non quello che altri hanno deciso per noi.
La tua nonna 

venerdì 26 agosto 2011

Amici.....

Ho due amici speciali su Facebook, cara nipotina. 
Ma tutti gli amici sono speciali, avrai modo di sperimentarlo nella tua vita. 
Qualcuno resta, altri vanno. Ci sarà l'amica del cuore che sarà con te per sempre, dovunque tu vada e l'amica che ti tradirà. 
Soffrirai, lo so. E questo mi rende triste perchè le nonne non vorrebbero mai vedere soffrire nessuno. 
O forse si: le persone che non hanno tristezza - ho letto da qualche parte - non hanno pensieri profondi. 
Per te, Gilda, una canzone e una poesia. Le leggerai tra qualche anno o forse te le leggerà e te le farà ascoltare la tua mamma. Lei ha una grande sensibilità e sa trasmettere emozioni con la voce e con il corpo. 
Lei, attrice, sa danzare e sa cantare. 
Buon giorno, piccola. Ti lascio due stelle: una di Fausto Mesolella e l'altra di Alfredo (per tutti Alfie) medico del corpo e dell'anima.



Non girarmi attorno
come una gattina impazzita
su un raggio di sole
non intrufolarti nella mia infanzia
e non graffiarla davanti ad uno specchio
dove sei solita giocare:
ci sono parole e cose
che solo il cielo può toccare
.

(Alfie C.)



giovedì 25 agosto 2011

Stay Hungry. Stay Foolish.

“Ho sempre detto che se fosse arrivato il giorno in cui non avrei più potuto far fronte ai miei impegni come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirlo. Sfortunatamente quel giorno è arrivato” ha scritto Jobs nella lettera di dimissioni.
Vale la pena di riascoltare un suo straordinario intervento





Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

martedì 23 agosto 2011

Fa di tutto per essere felice



Desiderata

Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.
Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.
Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benche' umile;
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo e' pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'e' di buono;
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsita', il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
Fa di tutto per essere felice. 




Questo testo bellissimo viene quasi sempre presentato come "Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell'antica chiesa di San Paolo".
Invece nel 1959 il reverendo Frederick Kates rettore della chiesa di St. Paul, a Baltimore, Maryland, incluse questo pensiero in una raccolta di materiale devozionale. 
In cima alla raccolta, c'era l'annotazione "Old St. Paul's Church, Baltimore, A.C. 1692", che è l'anno di fondazione della chiesa... da qui l'equivoco.
In realtà, l'autore di questi versi è Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana, vissuto dal 1872 al 1945, e scrisse Desiderata intorno al 1927.